Piccolo Tibet...
... il grande viaggio (racconto di Micaela)
Il diluvio universale...
... da Shimla a Sarahan, si parte bagnati
10 agosto 2007
...si delinea, casualmente, la prima parte del giro
Ci svegliamo soddisfatti per la dormita, il nostro "programma" prevede colazione e tour di "the mall"
per dare un’occhiata agli hotel segnalati sulla guida (pur
essendo l’ultima versione della Lonely tante cose, tra cui i
prezzi, non sono aggiornati, ma vogliamo comunque farci un'idea di altre
stanze visto che prima di ripartire per il Ladakh vogliamo riposare
ed acclimatarci qualche giorno). Scendiamo all’ingresso e ci prendiamo un ottimo
ginger tea, c’è un bel sole rassicurante e ci
incamminiamo. Tempo di arrivare fino a Christ Church (è un
terribile sali e scendi questa città), accorgerci che abbiamo
dimenticato delle cose in albergo, tornare in hotel, tre piani di
scale, reincamminarci e la mia pressione comincia a fare i capricci...
gambe pesanti, sudore a palla e mi devo sdraiare su un muretto per non
collassare.
E' il
caso che torni in stanza a riposare mentre Fabio prosegue da solo a farsi il giro delle guest house (a posteriori possiamo dire di aver pernottato forse nel
miglior hotel di Shimla in rapporto qualità/prezzo! Hotel City
View, consigliabile... doppia a 400rps). Io mi butto sul letto ma
mi riprendo tempo zero e quando torna sono pronta a sbranarmi un bufalo
in un ristorante all’apparenza super lusso (Baljee’s the
mall primo piano, un po' caro ma ottimo). Incontriamo i romani della stazione
di Delhi che ci raggiungono per pranzo... Prendiamo un ottimo
"vegetable biriyani" ed in porzioni da sfamare un reggimento e
loro, zainoni al seguito, ci raccontano che partono già nel
pomeriggio con autobus di linea, destinazione Kaza per tappe.
Nel pomeriggio il gestore dell’hotel, collegato ad un’agenzia di trekking (Great Escape Routes),
ci prospetta lo stesso giro ma in jeep: Kinnaur e Spiti Valley... I
posti sono molto belli e la cosa ci ispira molto, tra pro e contro. Pro:
quest’anno il monsone è stato più forte del solito
e la condizione delle strade è pessima per cui la jeep è
più versatile del bus, ci offrono un pacchetto comprensivo oltre
che di jeep, autista e guida, anche di pernottamento e pasti... la zona
fino al 1990 e qualcosa era chiusa ai turisti per cui una guida
può essere molto utile con i locali che, non avvezzi al
turismo, parlano unicamente la loro lingua (un dialetto locale
più simile al cinese), soprattutto nei villaggi. Contro: il
costo, non impossibile anzi... ma certo fuori dal previsto budget e il fatto di essere
legati ad un itinerario e a tempi prefissati che non rientra nel
nostro stile di viaggiare. Lasciamo Said che ci propone la cosa
davanti ad un ottimo thè kashmiri ed andiamo a cena da
Devicos (sopra fast food e sotto cucina indiana, eccellente posto...) dove mi prendo il
primo ed unico pollo tandoori del giro: squisito...11 agosto 2007
Giusto una veloce visita a Shimla...
Sveglia
alle solite 8 dell’orologio interno di Fabio, ginger tea in hotel
e via... Salita ripida per una mezzora verso il tempio delle scimmie.
A Shimla scimmie di ogni dimensione la fanno da padrone, sono ovunque, sugli alberi, sui
tetti, sulle grate alle finestre delle case (conviene sempre tenere le finestre della stanza chiuse).
Io le vedo libere per la prima volta e le trovo simpatiche, con i
piccoli incollati addosso, Fabio è più guardingo. Sulla
strada per il tempio vendono bastoni colorati, li guardo pensando ad
una sorta di strano artigianato locale (invece servono per tener
lontane le scimmie più aggressive lungo la salita al tempio). Un indiano che fa la
strada con
noi ci fa un sunto delle divinità induiste e della loro storia,
naturalmente in lingua hindi, noi annuiamo ogni volta che tra le varie
parole capiamo un Visnu o uno Shiva, lui sorride e continua soddisfatto.
C’è una bella pineta ma il tempo è nuvoloso e
l’umidità alta. Arrivati in cima le scimmie si
moltiplicano e diventano più aggressive, in cerca di cibo (con le mani fuori dalle tasche ed agitando qualcosa si tengono lontane). All’interno del tempio la nostra improvvisata guida ci racconta in hindi le storie legate ai bei dipinti
e ci accompagna alla puja... Torniamo in
città che pioviggina in cerca di una banca per cambiare le rupie
che ci serviranno in seguito, visto che l'indomani è domenica e nei
villaggi successivi non ci sono uffici di cambio. Purtroppo il
collegamento manca e senza il giusto rate non ti cambiano nulla...
Solita sfiga. Ci consoliamo con un masala dosa (una specie di crepe croccante con ripieno speziato) di tutto
rispetto al Devicos, che ci era piaciuto il giorno prima.
Pomeriggio
a passeggio sotto il diluvio: prima i caratteristici mercatini
addossati alle ripide vie intorno a the mall, poi destinazione ufficio
del
turismo per prenotare il volvo AC da Manali a Delhi il 3 settembre ed
essere sicuri di tornare a casa (la linea pare sia molto trafficata)
senza farci mancare
uno spettacolo di caffè con crema all’Indian Coffe
House su The Mall. Bagnati fradici
e con due melograni enormi appena comprati al mercato sotto la zuppa
cerata di Fabio, torniamo a
cena all’Himani’s della prima sera insieme agli svizzeri,
con i quali abbiamo ormai deciso di intraprendere il giro propostoci.
Serata in hotel nello
studio/stanza di Said (3 metri quadrati di stanza con
“cucina” e letto su una sorta di soppalco) dove come per
magia riusciamo ad entrare, sederci per terra e bere thè
addirittura in 7 (Said e amico, io, Fabio, Irene, Tony e un francese
logorroico che tesse le lodi del vino della sua regione). Continua il
diluvio, la partenza è fissata per le 8 di domani... Un muro
d'acqua per tutta la notte, qualche goccia in stanza, chissà se
il tetto tiene, ma da queste parti dovrebbero esserci abituati,
terribile...12 agosto 2007
Si parte sotto il diluvio universale...
Ore 8 nella “hall”,
ginger tea.. Arrivano Irene e Tony e dopo una decina di minuti la
nostra guida (Negi) con l’autista. Nella notte Fabio si è
alzato più volte a controllare la pioggia torrenziale che non ha
smesso un attimo di scendere. Raccogliamo i bagagli con un po’ di
apprensione per le condizioni delle strade e ci dirigiamo verso la
jeep. E’ una Tata a 9 posti, portabagagli
minimo per cui gli zaini grossi vengono sistemati sul tetto coperti da
un telo "impermeabile". Foto emblematica sotto la pioggia, salutiamo il
simpatico kashmiri Said e via... prima destinazione Sarahan,
l’antica capitale estiva dell’impero Bushahr. Strade
di montagna solo parzialmente asfaltate, fango, buche e pietre crollate
nella notte, non accenna a smettere di piovere...
Ci
fermiamo per
colazione in un villaggio e, copiando Negi, ci prendiamo la prima
paratha (focaccia di pane con ripieno di verdure miste o patate),
da cui non ci separaremo più per le successive
colazioni! Ci si
ferma per varie foto sul percorso... Non si vede granchè
per la
pioggia, ma la montagna è rigogliosa e verde. Cominciamo ad
incrociare camion coloratissimi in direzione opposta: trasportano mele
delicious di diverse qualità, prodotte in quantità e
vanto
della regione, verso i mercati delle grosse
città... Arriviamo a Sarahan che sta facendo buio. La
guest house del tempio è piena così prendiamo due stanze
all’hotel Sangrika (buon cibo ma pulizia non granchè e
doccia senz’acqua calda).
Il borsone napapjri è bagnato a
prescindere dallo spesso telone che lo ricopriva (mamma quanto piove!)
e anche i sacchi lenzuolo all'interno sono fradici.. Stendiamo un
filo nella stanza e speriamo, vista la pulizia generale, che si
asciughino in tempo per la notte. Mini giro per il villaggio (tempio
molto bello a
strati alterni di legno e pietra, ricco di intagli e dai caratteristici
tetti spioventi; il palazzo del maharaja di Bushahr con il suo giardino
e la recinzione in pietra) e acquisto della necessaria quanto
terribilmente cara carta igienica. Cena, semplice ma ottima, seguita da
poker Italia-Svizzera e nanna...Diario di viaggio
- La partenza...
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