Piccolo Tibet...

... il grande viaggio (racconto di Micaela)

Il Kinnaur Kailash...

...da Sangla a Kalpa, al cospetto di sua maestà, e poi verso il deserto

15 agosto 2007

...l'incantevole Kalpa sotto gli occhi del Kailash

Colazione in giardino sotto un bel sole, caldo ed ustionante, partenza per Kalpa... Ci fermiamo a Rekong Peo dove c’è folla in festa per la ricorrenza dell’indipendenza indiana e c’è il primo ministro (che ci segue)... Mercatini e majorette. C’è la possibilità di collegarsi ad internet così prendiamo posto ma dopo un minuto Fabio sbianca e corre in bagno (niente di grave, solo uno stimolo istantaneo con spruzzo a raggiera). Per fortuna abbiamo chili di Imodium al seguito (ma non ci servirà praticamente mai). Compriamo un set di penne colorate da regalare ai bambini dei prossimi villaggi (200rps di penne!!!), pranziamo e ripartiamo. La strada sale attraverso pinete e frutteti fino a Kalpa (circa 3000 m), c’è il sole. Il posto è da cartolina e se non fosse stato per la jeep da pagare in più avrebbe meritato tre o quattro giorni di puro relax nel verde ai piedi delle montagne. I panorami su sua maestà il Kinnaur Kailash (6050m di montagna idolatrata da Negi) sono tra i più spettacolari di tutto l’Himalaya. L’hotel Kalpa Regency è in ottima posizione, strapulito e con la doccia migliore di tutta la vacanza (le stanze con vetrata angolare sono la ciliegina sulla torta). Ci sdraiamo sull’erbetta all’inglese sotto il sole mentre ci offrono thè e scattano i due tiri a pallone. Due passi nel caratteristico paese che si dice sia la residenza invernale di Shiva (si crede che in inverno il dio si ritiri qui per abbandonarsi alle meditazioni ispirate dall’hashish) e visita al bellissimo tempio dedicato a Visnu, tipica architettura del kinnaur (legno intarsiato e strati di pietre alternati). Rientro in hotel per godersi il tramonto al cospetto della catena montuosa rosseggiante, sotto il gazebo sulla terrazza dell’hotel, ma fa già freschetto...


16 agosto 2007

...dall'ultimo verde al primo deserto, da Kalpa a Nako

Ripassiamo da Rekong Peo dove visitiamo il piccolo monastero buddista. Ci sono delle pesche invitanti che Negi ruba per noi dall’albero e una grande statua dorata di Buddha. Il paesaggio cambia gradualmente e dalla fitta vegetazione si passa alla montagna rocciosa ed arida. Sulla strada per Nako incontriamo prima il paese natale di Negi (perché io sono nato a 3000m!) e poi il posto di blocco di (Cippa) Lippa (per andare oltre è necessario l’inner line permit che si può richiedere a Rekong Peo con un giorno di anticipo e un paio di fototessere)... Scendiamo a mostrare passaporto e permesso sotto un sole cocente. Siamo a Nako per pranzo. Ci sistemiamo nella Lake View guest house (stanze pulite ma non gran che, forse la migliore delle poche alternative del villaggio). Siamo un po’ delusi perché avevamo visto delle foto che ritraevano il lago nel nulla e ce lo aspettavamo diverso. Non è in realtà quello che si dice “ridente laghetto di montagna”, più una pozza in mezzo alle stalle. Il paese è rurale e non tanto ben curato, ma forse il fatto di arrivare da Kalpa non aiuta (là era talmente bello). Compriamo uno scialle di lana che Fabio si avvolge addosso (da qui in poi sarà per tutti baba Fabio), facciamo un salto al monastero dove fervono i lavori (per il 21 è atteso in visita il Dalai Lama), vediamo un piccolo ed antico tempio senza luce che custodisce, gelosamente e segretamente nei confronti del turista classico, l’impronta di Padmasambhava (il primo e più importante diffusore del buddismo in Tibet) e saliamo sulla cima della collina fino alle bandierine buddiste per sgranchirci un po’ e fare qualche foto. Cena in un mini ristorante tibetano con cucina a vista dove assaggiamo un'ottima tupka (zuppa di vegetali con chili e pasta fresca a tocchi). Immancabile scopa e nanna...