Piccolo Tibet...
... il grande viaggio (racconto di Micaela)
I monasteri millenari...
...da Nako a Tabo e Kaza via Dankar, nel deserto dello Spiti
17 agosto 2007
...il millenario gompa di Tabo
Per
colazione bissiamo l'eccellente posto della cena. La strada che collega Nako a
Tabo è interrotta da una frana per cui dobbiamo salutare il
nostro driver che ci lascia da questa parte e torna a Rekong Peo,
caricarci gli zaini in spalla per attraversare la frana a piedi e
raggiungere una nuova jeep che viene dalla parte opposta a prenderci
per continuare il viaggio. Tabo è già deserto puro, case
di terra con tetti piatti a far posto all'erba da essiccare. Prendiamo
due stanze alla guest house del monastero ma non siamo fortunati: Irene
e Toni sono al primo piano con acqua calda in camera noi invece al
piano terra e senz’acqua calda. Ci consola il fatto
che
gli scarafaggi li hanno anche loro e che siamo stanchi quindi
nemmeno il latrare dei cani ci disturberà più di tanto
stanotte
(anche se quel rumorino di topi... vabbè siamo in India).
Pranziamo alla Millennium guest house dove conosciamo due signore
italiane che ci raccontano il loro trekking dal Ladakh allo Spiti e ci
danno delle dritte per un piccolo giro di 4/5 giorni sopra Kaza che
merita (io e Fabio stiamo pensando di rimandare il Ladakh al prossimo
anno e di girare con più calma lo Spiti). Ci divoriamo due
succulente choco balls all'immancabile German Bakery e andiamo al Tabo Gompa, sito
proclamato patrimonio dell’umanità, monastero millenario
ospitante nove stanze diverse, statue variamente dipinte,
bassorilievi e
pitture murarie antichissime (peccato solo per la poca luce e niente
foto all'interno), in parte rovinate dalle piogge anomale degli ultimi anni.
Visitiamo
le antiche caverne di meditazione sulla collina e torniamo al
Millennium per cena e torneo di
carte.18 agosto 2007
...ed il gompa di Dankar, spettacolare
Visita
al monastero nuovo vicino alla guest house e partenza per Dankar (sopra
la confluenza tra Pin e Spiti river). Questo villaggio arroccato,
circondato da uno spettacolare paesaggio roccioso, ospita un monastero
costruito circa mille anni fa sul sito dove sorgeva l’antica
capitale dello Spiti. Lo raggiungiamo a piedi sotto il sole.
Il tempio è piccolo ma un gioiello di intarsi nel legno
antico... Gli uomini si soffermano un bel po’ nella stanza solo a
loro
adibita e noi ci godiamo un attimo d’ombra. Foto non permesse
all’interno, ci sfoghiamo fuori. Poi jeep e arrivo nel pomeriggio
a Kaza (deserto e polvere) dove fatichiamo parecchio prima di trovare
due stanze perché è in corso una festa locale. Alla fine
abbiamo fortuna perché le stanze ci sono e anche belle (Shylla
Peak guest house). Pomeriggio internet e primo approccio con lo
“sportello” per gli autobus (aprono quando vogliono, si siedono in una stanza e ti dicono di
aspettare poi ti fanno passare e ti rispondono in hindi, se capiscono che
non hai capito un secondo tizio ti ripete sempre in hindi, se ha voglia
un terzo dice qualche monosillabo in inglese ma di solito non è
la risposta alla tua domanda). Negi (mahatrekker dal Kinnaur, massimo
rispetto per il ragazzo) ci presenta la migliore guida dello Spiti:
Lara... Potrebbe accompagnarci a piedi a fare il giro suggerito dalle
due signore partendo però da Kibber nostra meta di domani
(aggiungendo quindi due giornate di traversata a piedi: Tashigan,
Lancha, Komik, Demul, Lhalung e ritorno a Kaza visto che Dankar
l'abbiamo già visitata). Sistemazione in
famiglie locali, pasti e guida per il percorso, a prezzo contenuto. Negi e le signore con i
loro racconti di montagna ci hanno messo una gran voglia di provare a
fare un po’ di trekking vicino ai 5000 m e così accettiamo
(partenza fissata per le 8 del 21 da Kibber). Cena pessima con
riso
ammuffito e verme annesso, rassicuriamo Negi che siamo in grado di
trovare da soli la guest house di notte e cerchiamo di avvicinarci alla festa ma
le strade sono buie... Con l'unica torcia frontale accesa
decidiamo di tornare alla pensione. Al primo bivio siamo già
tutti d’accordo: per me è di là, no guarda che
siamo arrivati da questa parte. In fila indiana Le proviamo tutte ma
ci ritroviamo sempre in quello che sembra il cortile o la stalla di
qualcuno, sotto le stelle al buio più totale. Quando sentiamo
cani ringhianti che ci caricano torniamo a gambe levate al ristorante.
Ci facciamo accompagnare da balia Negi. Partitona a carte ormai
consueta e a dormire...Diario di viaggio
- La partenza...
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