Piccolo Tibet...

... il grande viaggio (racconto di Micaela)

Nel cuore dello Spiti...

...il monastero millenario di Ky ed il villaggio di Kibber

19 agosto 2007

...il Piccolo Tibet, Ky Gompa e Kibber

Paratha alla guest house che gestisce Lara (consigliabile, pulita, bella stanze e bel bagno). Vorremmo comunicare con il mondo ma telefono ed internet non funzionano. Compriamo due giacche a vento The North Face per poco meno di 40 euro e ancora uno scialle poi partiamo in jeep per l’ultima destinazione del giro: Kibber... Sulla strada ci fermiamo a visitare il più antico ed imponente complesso monastico dello Spiti: il Ky Gompa... Tante piccole case bianche arroccate e il monastero alla sommità. Bella architettura e posizione magnifica (si trovano ovunque cartoline che lo ritraggono). Costruito si dice dal Guru Padmasambhava, fu parzialmente distrutto da un terremoto nel 1975. I lavori di riparazione sono stati ultimati nel 2000 per cui lo vediamo in tutta la sua bellezza. Risaliamo in jeep per gli ultimi 10 km che ci portano a Kibber (il villaggio più alto del mondo con strada carrozzabile ed energia elettrica, almeno così dicono): un piccolo paese dalla posizione suggestiva che con i suoi 4205 m ci permette di acclimatarci un po’ in vista del trekking. Sistemazione all'ottima Norling Guest House con pranzo sul terrazzo al primo piano. Paghiamo e salutiamo Negi che deve tornare per un giro di 18 giorni con una famiglia belga (un altro jeep safari, povero) e ci rilassiamo un po’ (laviamo due cose, giriamo per il paese ed incontriamo le due signore di Tabo che sono tornate perché la Pin Valley era chiusa per frana). Andiamo a cenare alla guest house delle signore (Sergong, più spartana ma ok) dove davanti ad una tupka fumante e gustosa ci raccontiamo viaggi passati e ne sognamo di futuri. Tella e Michela qualche anno fa hanno fatto un viaggione di un anno come i nostri Irene e Tony: Italia-India via treno (chissà se prima o poi io e Fabio non ne seguiamo le orme ma con la Niva!). Riguardo al trek ci dicono che a loro è stato sconsigliato il tratto Tashigan-Langcha perché troppo difficile e da fare con le corde. Noi ci fidiamo della guida migliore dello Spiti ("the best guide of Spiti" soleva ripetere Fabio per sfotterlo) che assicura di conoscere un passaggio fattibile a tutti, salutiamo ed andiamo a dormire...


20 agosto 2007

...da Kibber a Kaza a piedi e ritorno sul tetto del bus

Bisogna telefonare per avvertire (soprattutto i miei) che per 5/6 giorni siamo a fare questo trek e non possiamo dare notizie (a Kibber né telefono né internet) ma l’unico bus Kibber-Kaza parte alle 7.45 e l’unico ritorno è alle pipty?, può essere pipty come non pipty, insomma ci tocca un’altra giornata a Kaza.. Decidiamo di evitare il bus di andata e ci incamminiamo a piedi alle 9, se ci raccoglie qualcuno in autostop bene se no ci facciamo 20 km sotto un sole da ustione. Naturalmente la seconda che ho detto. Arriviamo provati ed accaldati da Lara per pranzo. Il telefono fa un po’ le bizze ma poi prende e riesco a parlare con mio padre.. Alle 16.30 siamo alla stazione dei bus, dentro è già tutto pieno così saliamo sul tetto (simil portabagagli) come una quarantina di locali di ogni sesso ed età.. Alle pipty arriva il conducente che si mette ad urlare di scendere ma tutti noi sappiamo che questo è l’unico bus per Kibber e di farcela a piedi non ne abbiamo neanche l’intenzione.. I bambini ci dicono di accovacciarci in modo da essere meno visibili (credo che ogni giorno sia la stessa scena) ma siamo già stipati all’inverosimile e non possiamo muovere muscolo.. Dopo due ore di tira e molla (gente che scende ma poi risale di corsa, autista che sbraita e bambini che si nascondono) ci fanno definitivamente scendere tutti e ci caricano su un altro bus per Ky con la promessa che quello per Kibber ci avrebbe aspettato e caricato lì. Faccio il viaggio in piedi (anche il secondo bus è al completo) accanto al controllore che mentre raccoglie i soldi della corsa (10rps) discute animatamente con un locale che si lamenta del fatto che ci hanno raccontato una bugia e ci hanno fatto salire sapendo che il primo bus avrebbe continuato la sua corsa senza aspettarci... Invece è lì (meno male). La situazione non è cambiata nel senso che tutti vanno a Kibber e il primo bus è stracolmo tanto da riuscire a mala pena ad aprire le porte, ma per fortuna qui sono meno formali e ci lasciano riprendere la nostra prima postazione sul tetto. Il sole tramonta ed il panorama mozza il fiato (esperienza se vuoi non tanto sicura ma memorabile questo viaggio). Ceniamo al Norling accanto ad un gruppo di polacchi che domani provano un 5200. Al rientro in camera troviamo attaccate alla porta un messaggio di saluto di Tella e Michela e le micropure che ci lasciano per potabilizzare l’acqua...