Piccolo Tibet...
... il grande viaggio (racconto di Micaela)
A due passi dalla luna...
...il villaggio di Langcha ed il monastero di Comic
23 agosto 2007
...un po' di relax a Langcha
Ci
prendiamo un giorno di tranquillità, dopo le fatiche di ieri, ma
stiamo comunque già benissimo... La moglie di Lara lavora nei
campi e noi alterniamo gioco con i bimbi in casa (nascondino) a quattro
passi fuori, ma tra la leggera pioggia e il fatto che oltre ad un grosso
Buddha sulla collina (i paesani gli camminano intorno in senso orario
scandendo preghiere e parlando del più e del meno) non
c’è molto da vedere, ci annoiamo un po’... Domani si
ricomincia a camminare. Per cena proviamo i timo: delle palle di
pasta cotte al vapore, molto buone (la moglie di Lara è uno
spettacolo di cuoca) da accompagnarsi con il solito mix di verdure
speziate (patate, piselli , cipolle, pomodoro) sempre ottime e
freschissime...24 agosto 2007
...ed una grande festa notturna nella splendida Comic
Colazione
aloo paratha spettacolo, talmente buona che me ne pappo due alla
velocità della luce ma rimpiangerò ben presto questa
voracità. La moglie di Lara ci regala due fossili (ammoniti)
per la gioia di Fabio. Vicino a Langcha c’è un parco
fossili molto fornito che scatena il business a distanza: tu mi mandi
io piazzo su e-bay (solo per scherzo, però). Salutiamo e ci incamminiamo verso Comic. Solo 4
ore di marcia ma io patisco come una bestia per la digestione lenta (e
dire che lo so che non devo mangiare prima di camminare... A queste
altitudini poi peggio che mai ma quelle paratha erano troppo
invitanti!). Comic è un villaggio tibetano sullo stesso stile di Langcha, e si sviluppa al cospetto del
maestoso Cho Cho Khang Nilda (6380 m). Una dozzina di case di montagna
con stalla annessa circondate da piccoli appezzamenti di terreno ed, in
cima alla collina, un grande bellissimo monastero (due piani di celle per i monaci
che insistono su un grande cortile e al centro un portone rosso che
conduce al tempio principale:
un
grande stanzone con mandala e statuette di Buddha, foto del Dalai Lama e
del capo della Sakyapa Sect). Accanto al monastero altre due
costruzioni: una funge da guest house più emporietto fornito di
ogni sorta di cose (tra cui le agognate gold flake) a cui si servono i
locali e l’altra ospita tempietti minori (solo gli uomini sono
ammessi alla stanza protetta da un leopardo delle nevi
impagliato). Incontriamo due bizzarri tedeschi probabilmente
figli dei fiori che da più di trent’anni vivono in
Karnataka e parlano uno spettacolo di indi che a loro dire è
molto semplice. Si intrattengono con Fabio e la nostra guida in un mix
di indi, inglese e tedesco simpatico da sentire anche per me,
sfogliando cartine sgualcite per trovare qualche sentiero fattibile.
Una
nota di colore nel deserto di queste montagne... Il paesaggio è
bellissimo perché il paese è in alto e tutto intorno ci
sono le montagne della catena dell’Himalaya a fare da
contorno. Bello anche se ventoso e freddo (data la posizione
esposta). Siamo in una stanza al primo piano (si sale su una scala a
pioli appoggiata al muro) della guest house del monastero. Il bagno
è sotto... Ancora un po’ più sotto. Mangiamo cena nel salone per gli
ospiti seduti ad un tavolo con sedie (Fabio non può credere ai suoi
occhi: non riesce a star seduto per terra a gambe incrociate più
di dieci minuti): zuppa di chowmein e momo ripieni di patate e
cavolfiori molto buoni anche se il servizio di piatti chiuso da secoli
nella dispensa non è il massimo di pulizia. Beviamo un liquore
locale (Arak) simil grappa ma molto leggero, lo ricavano dalla fermentazione dell'orzo...
Dopo cena Lara ci dice che ci aspetta una sorpresa. Chalo!! (andiamo!!).
In
un freddo porco alla luce di una luna quasi piena ci costringe a
scendere in paese (noi già assaporavamo il calduccio del
letto). Entriamo in una casa dove ci aspetta una festa
organizzata per noi (Lara nel pomeriggio era sparito e ora capiamo
perché: ha raggiunto il paese di Hikkim nelle vicinanze e
costretto un gruppo di sedicenni a venire in serata per cantare e
ballare per noi). Fabio che non ama queste cose guarda continuamente
l’orologio e boffonchia "sleeping" a ripetizione. Dalle 21 alle 24
ci sorbiamo aranciata (quella locale di un arancione radioattivo),
biscotti, zuppa, thè, liquore locale e nenie della regione con
danze ipnotiche in cerchio attorno ad un palo a cui sono costretta a
partecipare anch’io. Sono stati tutti molto carini anche se non
siamo proprio tipi da intrattenimento e folklore locale di questo
tipo. Stanza ghiacciata alle 00.30 e sonno immediato...Diario di viaggio
- La partenza...
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