Piccolo Tibet...

... il grande viaggio (racconto di Micaela)

Un po' di relax...

...nei dintorni di Manali, Vashisht e Naggar

31 agosto 2007

...il villaggio termale di Vashisht

La solita aloo paratha la prendiamo allo Yangkhor poi saliamo sul risciò per Vashist descritto sulla guida come un grazioso villaggio caratterizzato da sorgenti calde, vecchie case di pietra e splendide vedute che però non ci piacerà granchè. Le terme sono due piccole vaschette separate (zona uomini e zona donne: non abbiamo il costume ma non credo che torneremo attrezzati), il paese è molto turistico e la vista è su Old Manali (fotocopia di quella che abbiamo dal nostro terrazzo su Vashist). Il caldo umido incombe... Visitiamo il piccolo tempio ed assistiamo al raffreddamento del serpente (anche per loro troppo caldo, povere bestie..) sotto l’acqua del rubinetto ad opera dell’incantatore che un secondo prima ci chiedeva soldi per una foto... Cerchiamo di confermare i voli per il ritorno ma prima da Aeroflot Delhi non rispondono e poi non trovano i nostri nominativi. Dobbiamo inviare un fax con i biglietti. A Vashist c’è un unico posto per inviare fax, è un’agenzia di viaggi e trek sulla via principale ma in un interno. La troviamo, inviamo il tutto e richiamiamo Aeroflot ma ci rispondono di non aver ricevuto nulla. Rimandiamo il fax e nel frattempo cambiamo 100€ (a 54.20) dal signore dell’agenzia (un po’ perché ci servono un po’ per ingraziarcelo in modo che si occupi lui di telefonare parlando indi e confermare i voli). E’ l’una e dobbiamo rimandare la cosa alle 14. Pranzo al World Peace Cafè... Terrazzo con la famosa vista su Old Manali e due ottime veg kofta accanto ad un vecchio dalla lunga barba bianca tipo baba. Torniamo dall’indiano del fax alle 15 ma la cosa si fa lunga. Aeroflot non risponde ed il secondo numero dei tre segnalati, che prima rispondeva, ora è staccato. L’indiano non fa una piega e dopo più di un’ora di tentativi riesce a parlare con l’operatrice e a confermare i voli (chissà che casini avevano fatto ma ci avevano cancellato, infatti abbiamo dei posti in fondo con numeri diversi da quelli che ci avevano assegnato a Milano). 100rps tra fax, telefonate a Milano (che però non sentiva), telefonate a Delhi e disturbo vario. Non proprio un bel servizio per la compagnia russa. Il cielo si è un po’ coperto dando sollievo dal caldo così torniamo a piedi: discesa via shortcut attraverso un sentiero e poi strada polverosa solita Manali-Old Manali. Doccia e cena al solito Yangkhor. Io mangio troppo o troppo velocemente ed ho un calo di pressione.. Qualche minuto sdraiata sulla panca del locale e sono quasi come nuova. Riponiamo il backgammon e ritorniamo all’hotel per filmone sottotitolato (l’indiano più veloce del mondo) e sonno...


1 settembre 2007

...ed il villaggio secolare di Naggar

Sveglia e colazione al solito posto più discesa a Manali per prendere l’autobus delle 11 destinazione Naggar. Un’ora di viaggio per 15rps. Il tempo è velato ma il caldo umido è pesante da sopportare. L’autobus ferma sulla strada poi si sale a piedi per più tornanti verso il castello ed il villaggio. Passiamo oltre il castello senza accorgercene e ci fermiamo per caso, a riposarci un po’ e prendere un thè, in una guest house immersa nella pineta (Alliance guest house). Si sta da dio... Il gestore è francese ed è sempre al telefono. Ci fa pagare la figlia che non è in grado di dare un resto ma è simpatica... Scopriamo da lì che il castello è più sotto ma decidiamo di proseguire in salita fino alla Roerich Gallery (casa+esposizione dei lavori di Nikolai Roerich artista russo che morì qui a Naggar nel 1947). Ci ladrano 30rp a testa per vedere due stanzette due con qualche dipinto, una stele di famiglia e la possibilità di sbirciare attraverso le finestre per vedere l’interno della casa (unica cosa che merita anche se ci vorrebbe più luce all’interno e dei vetri più puliti). La casa è bella, in legno, ottima posizione sulla collina con un giardino ombroso che Fabio non ama perché c’è boschina. Torniamo verso il paese e vediamo da fuori il castello trasformato anni fa in hotel (lavori di ristrutturazione). Facciamo un giro per i vicoli del caratteristico villaggio poi, stanchi ed accaldati, cerchiamo il Kailash Rooftop Restaurant (segnalato dalla guida) e pranziamo sulla terrazza sul tetto... Prendiamo patate: io aloo gobi e Fabio prova dum aloo (patate in salsa). Buon cibo ma la cosa più spettacolare ed assolutamente da segnalare è il bagno, lucido e profumato da far invidia anche ai nostri hotel, sicuramente il più pulito della vacanza e forse, anche se io non ho girato molto, di tutta l'India... Pranzano accanto a noi una coppia di tedeschi (vicinanze di Monaco) che ci raccontano il loro trek nello Zanskar e noi a loro il nostro Spiti-Kinnaur. Raccolgono informazioni su di un block notes per una eventuale prossima vacanza da queste parti e noi consigliamo di rivolgersi come guide a Negi e Lara lasciando recapiti telefonici e mail. Il tempo è cambiato e scendiamo alla strada principale sotto una pioggerella sottile e fresca. Il bus per Manali arriva dopo poco ma poi sosta per più di mezzora prima di partire (pipty e trenta puntuale). Saliamo a piedi ad Old Manali per cena al solito posto e nanna...

2 settembre 2007

...qualche acquisto a Manali

Giornata di pigrizia assoluta, riposo e compere.. Acquistiamo un telo ricamato sul blu per la testata del letto e 4 cuscini da buttare qua e là in casa + altre due calde e colorate coperte da regalare... Alla sera in hotel ritroviamo Ciccio di nonna papera che, avendo avuto problemi di pressione, ha preferito scendere di altitudine e tornare a Manali cambiando il suo itinerario (Rajastan non so dove)...