Piccolo Tibet...

... il grande viaggio (racconto di Micaela)

Sulla via del ritorno...

...da Manali a Delhi, e rientro in Italia via Mosca


3 settembre 2007

...Manali, Hadimba Temple e partenza per Delhi

Yangkhor cafè  per colazione poi facciamo i bagagli ed andiamo a visitare (in risciò... a sapere che era così vicino ce lo saremmo risparmiato!) il Dhungri Temple di Manali. Il tempio è dedicato alla dea Hadimba e presenta complessi rilievi lignei che rappresentano danzatori e personaggi di numerose storie hindu. E’ un edificio in legno con caratteristici tetti spioventi posto all’interno di un parco molto ben tenuto: pini altissimi ed erbetta all’inglese... Poco fuori dal parco c’è un’area giochi per bimbi: una sorta di luna park locale con macchinine del ‘15/’18, incantatori di serpenti, foto con coniglio d’angora e giro sullo yak più peloso ed accaldato che avessi mai visto (c’è anche da dire che è il primo esemplare adulto che vedo!). Giro orario intorno al tempio dell’albero (un albero decorato con corna di animali ed altri simboli) e risalita all’hotel per liberare la stanza entro le 12... Ultimo pranzo al solito Yangkhor (Fabio thali ed io aloo gobi e momo), e caldi saluti (dove li trovano altri due clienti così assidui?). Ultime compere (due cappelli di lana, una striscia con elefanti da appendere e due sciarpine) e via verso la stazione dei bus dove alle 16.30 partiamo su un volvo AC per Delhi... Le sedie, enormi e con poggiapiedi, non sono comodissime per me che sono nana (i piedi non mi toccano terra come i bambini e le ginocchia dopo un po’ non sono tanto contente) ma me la dormo comunque. Fabio non tanto...


4 settembre 2007

...il caldo opprimente di Delhi, ultimo flash del nostro viaggio

Alle 6.30 di mattino siamo a Delhi (14h di viaggio). Il bus non ferma all’ISBT (l’enorme stazione centrale dei bus) dove ci sono mille taxi pronti a barattare un prezzo per portarti all’hotel ma in una via nel nulla senza traffico (Delhi anche di notte è un delirio di traffico per cui un posto isolato bisogna proprio cercarlo con il lanternino). Ci dicono che l’Himachal ha i suoi uffici proprio lì fatto sta che carichi come siamo non abbiamo altra scelta che farci “fregare” 100rps dall’unico taxi che c’è per farci portare (a saperlo prima) a due isolati. Prendiamo accordi con il taxista perché ci venga a prendere alle 00.30 all’hotel per portarci all’aeroporto. Ci chiede 400rps ma poi arriva a 350rps ed accettiamo. Fa un caldo insopportabile... Non è più il sole cocente della in montagna, è un’umidità pazzesca: piscina pura. Prendiamo una stanza all’Hotel Shelton in zona Paharganj. Ventola al soffitto e niente aria condizionata ma è pulito... Decidiamo di fare un giro in cerca di una maglietta qualunque purchè di cotone, mettibile e pulita perché siamo impresentabili... Colazione a base di masala dosa al Malhotra Restaurant e, prima a piedi e poi in risciò a pedali, fino a Connaught Place (zona centrale fitta di negozi e mercatini) che però scopriamo essere totalmente chiusa perché oggi (un perfetto mercoledì qualunque non segnalato da nessuna guida) è una festa dedicata a Shiva... Ci assaltano numerosi personaggi collosi come mosche che ci conducono in quelli che ci presentano come bazar fornitissimi e convenienti che ci mostrano solo per farci un piacere. Corrono come matti e noi dietro come due cretini imbambolati dal caldo opprimente. Riusciamo a scollarceli dopo aver visitato con cura l’ultimo negozio di preziosi dipinti e statue hindu da giardino () e non trovando un bar cerchiamo ristoro ed aria condizionata in una sorta di fast food indiano dove beviamo una bibita di strana natura ma ghiacciata e gasata. Torniamo a Paharganj... Nel Main Bazar compriamo delle spezie. In stanza in hotel fa troppo caldo così saliamo al bar sul tetto per una coca cola (berresti in continuazione cose gasate in questo umido). Usciamo nuovamente, tanto in stanza non si riesce a riposare, troviamo due magliette a testa sempre nel Main Bazar e poi andiamo a cenare al Malhotra (ottima ed ultima cena indiana) e ci facciamo preparare qualche aloo-paratha da portar via e divorare a Mosca. Al rientro in hotel chiediamo quanto costa il taxi per l’aeroporto: 250rps. Hai capito l’amicone del mattino!! Così anticipiamo la partenza a mezzanotte (se poi sia venuto sul serio alle 00.30 non lo so) ed andiamo all’aeroporto. Varie formalità tra una bibita e l’altra (ancora una coca ed una seven up, ci vorranno settimane per disintossicarci) e via...

5 settembre 2007

...i voli di rientro via Mosca

Ore 4.30 partenza da Delhi. Arrivo a Mosca dove dobbiamo di nuovo bivaccare per 12 ore... Incontriamo i due ragazzi di Milano che sono stati in Rajastan e ci teniamo un po’ di compagnia con racconti incrociati. Partitazza al backgammon portatile acquistato ancora a Manali e loro torneone di scala quaranta. Il tutto sulle coperte gentilmente offerte da Aeroflot che abbiamo preso per la Niva (mi piaceva anche il poggiatesta dell’aereo con la scritta in cirillico ma mi sembrava troppo). Rimane quindi un po' di stanchezza fisica per il tour compiuto ma l'enorme soddisfazione di un viaggio veramente affascinante, oltrechè da guadagnarsi giorno per giorno, con la certezza assoluta di tornarci il prossimo anno e ritrovare degli amici (Negi e Lara su tutti)...